Caldaia termostufa bucata
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Caldaia termostufa bucata
Possiedo una termostufa che ha la caldaia di scambio termico con un buco, ho provveduto a rinforzarla con una lamiera sul fondo, saldata tutta intorno e credo che regga bene, ora vorrei riuscire a bonificare anche le pareti che sono un po corrose e avevo pensato di "tankerizzare" tutta la caldaia; la caldaia lavora a pressione atmosferica quindi deve sostenere solo il peso dell'acqua che contiene, pensate sia una buona idea? 
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Re: Caldaia termostufa bucata
In che materiale è fatta la caldaia ? A cosa serve ? la tua dichiarazione che lavori solo ad un bar mi stupisce perchè la stai paragonando ad un bollitore sul fornello , invece probabilmente sarà collegata a tubi e la pressione anche se bassa non sarà mai quella atmosferica.
- gigathegiant
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Re: Caldaia termostufa bucata
Carlino, dev'essere un sistema a vaso aperto.
Quindi è a zero bar.
Io la lascerei così.
Temo che la tankerite non vada d'accordo con le alte temperature.
Pouttosto prenderei le misure e preparerei una caldaia di riserva magari in imox per quando servirà.
Quindi è a zero bar.
Io la lascerei così.
Temo che la tankerite non vada d'accordo con le alte temperature.
Pouttosto prenderei le misure e preparerei una caldaia di riserva magari in imox per quando servirà.
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mario mariano
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Re: Caldaia termostufa bucata
- prontolino
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Re: Caldaia termostufa bucata
Circa la tankerite, spenderesti una fortuna solo di materiale... A quel punto opta per la versione TCI, ossia l'Epofan che è un fondo epossidico e fondamentalmente è la stessa cosa.
Circa la resistenza alla temperatura, se arrivi al limite dei 70/80° potrebbe anche reggere, se vai oltre allora non so se può funzionare.
Circa la resistenza alla temperatura, se arrivi al limite dei 70/80° potrebbe anche reggere, se vai oltre allora non so se può funzionare.
1°socio TIRATOSAURO CLUB ITALIANRe: Caldaia termostufa bucata
Se è una termostufa a pellet e al 99% a vaso chiuso.
Ma non ho capito bene cosa è?
Ma non ho capito bene cosa è?
Re: Caldaia termostufa bucata
Termostufa a caso aperto, un bar, domani posto le foto, Prontolino la temperatura Max e' 100 gradi 
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gionp
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Re: Caldaia termostufa bucata
I miei hanno una termocucina della Tonon, è la seconda che gli monto, avendo il vaso aperto il circuito incamera continuamente ossigeno e le caldaie si corrodono velocemente, purtroppo solitamente è una corrosione penetrante mollto pronunciata nelle zone in cui si depositano i "fanghi" , in quelle zone la concentrazione dell'ossigeno diminuisce progressivamente si ha anche della corrosione per aerazione differenziale.
Con il vaso d'espansione a livello con la caldaia la temperatura con il vaso aperto teoricamente non sale sopra i 100 ° , ma se si blocca la circolazione dell'acqua e si va in sovratemperatura spesso si forma vapore lungo le pareti, poi il vapore esce tramite il montante collegato al vaso d'espansione, ma dove si è formato il vapore si compromette lo scambio termico e la temperatura delle pareti metalliche localmente supera abbondantemente i 100° .
La temperatura effettiva dipende da quanto permangono in loco le sacche di vapore e da quanto calore viene fornito dal focolare, da quanto il vapore in uscita ostacoli il reintegro d'acqua dal vaso d'espansione, è diffficile dire a che temperatura si salga, localmente si possono superare facilmente i 120-130°.
Le cose peggiorano se il vaso d'espansione è molto più alto rispetto alla caldaia, ogni 10.33 m di colonna d'acqua la pressione aumenta di 1 atmosfera , già con 3 metri di dislivello (1 piano ) la pressione sale a circa 1.30 Bar e la temperatura di ebollizione è stabilmente sopra ai 100°, a memoria siamo attorno ai 105°, con 3 piani siamo circa a 2 Bar e la temperatura di ebollizione sale a 120° , per essere più preciso dovrei andare a ripescare dui testo di fisica tecnica o di meccanica applicata alle macchine il diagramma di stato dell'acqua.
Con il vaso d'espansione a livello con la caldaia la temperatura con il vaso aperto teoricamente non sale sopra i 100 ° , ma se si blocca la circolazione dell'acqua e si va in sovratemperatura spesso si forma vapore lungo le pareti, poi il vapore esce tramite il montante collegato al vaso d'espansione, ma dove si è formato il vapore si compromette lo scambio termico e la temperatura delle pareti metalliche localmente supera abbondantemente i 100° .
La temperatura effettiva dipende da quanto permangono in loco le sacche di vapore e da quanto calore viene fornito dal focolare, da quanto il vapore in uscita ostacoli il reintegro d'acqua dal vaso d'espansione, è diffficile dire a che temperatura si salga, localmente si possono superare facilmente i 120-130°.
Le cose peggiorano se il vaso d'espansione è molto più alto rispetto alla caldaia, ogni 10.33 m di colonna d'acqua la pressione aumenta di 1 atmosfera , già con 3 metri di dislivello (1 piano ) la pressione sale a circa 1.30 Bar e la temperatura di ebollizione è stabilmente sopra ai 100°, a memoria siamo attorno ai 105°, con 3 piani siamo circa a 2 Bar e la temperatura di ebollizione sale a 120° , per essere più preciso dovrei andare a ripescare dui testo di fisica tecnica o di meccanica applicata alle macchine il diagramma di stato dell'acqua.
Re: Caldaia termostufa bucata
" già con 3 metri di dislivello (1 piano ) la pressione sale a circa 1.30 Bar"

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gionp
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Re: Caldaia termostufa bucata
certo in un una pentola abbiamo la pressione atmosferica, ovvero 1 bar che corrisponde ad una colonna d'acqua di 10.33 m
Quindi per ogni metro in più di dislivello aggiungi 1/10.33= 0.097 bar.
Ovviamente agli ingegneri troppe cifre danno sempre fastidio e spesso nei per fare i conti specialmente quando si predimensiona o si ragiona in modo qualitativo arrotondiamo brutalmente 0.1 bar/metro, si sbaglia a favore di sicurezza del 3.3%, poi se si vuole in sede di verifica si può spaccare il capello in quatto e volendo considera pure se si è a Rimini piuttosto che a Bormio 2000 dove la pressione atmosferica è a 0.8 bar e non ti cuoce la pasta perché l'acqua bolle a 93° .
Una caldaia messa negli scantinati di uno dei classici palazzoni cittadini che tapezzano le periferie cittadini alti 7-8 piani si trova a lavorare con una pressione statica di circa 3.2-3.5 bar, e se i sistemi di termoregolazione della caldaia non funzionano o l'acqua non circola nell'impianto è un casino gigantesco , con un impianto a vaso aperto in caldaia l'acqua bolle attorno ai 135, e man mano si sale con i piani la pressione scende e parte dell'acqua vaporizza fino a rientrare in condizioni di equilibrio pressine temperatura, ti ritrovi con dei martellamenti dovuti alla formazione di sacche di vapore e quando arriva in cima alla colonna il vapore ti ti svuota letteralmente il vaso d'espansione aperto.
Se il vaso è chiuso man mano che l'acqua risale la pressione statica diminuisce e tende ad evaporare, ma in questo caso abbiamo dei vasi d'espansione con capacità limitata che permettono l'aumento di volume solo a prezzo di un aumento di pressione (si deve comprimere l'aria contenuta nel vaso d'espansione), quindi si ha prima un progressivo innalzamento della pressione, poi quando si satura il volume dei vasi si ha un progressivo aumento della temperatura e della pressione incontrollato. é per questo motivo che sugli impianti a vaso chiuso si mettono sistemi che spengono i bruciatori se si superano i 90° e valvole di sicurezza che si aprono a temperatura prefissata.
Se non ci fossero gli impianti potrebbero letteralmente esplodere.
Questo é anche il motivo per cui negli impianti a combustibile solido si deve utilizzare il vaso aperto. Con gas, gasolio, nafta se chiudi l'alimentazione la caldaia si spegne, con un focolare a legna e carbone la caldaia si spegne quando hai esaurito il combustibile presente nel focolare.
Con il pellet invece siamo border line, il combustibile è solido, ma nel focolare se ne introduce poco per volta con sistemi meccanici .
Personalmente quando ho a che fare con caldaie a combustibile solido preferisco suddividere l'impianto in due con una scambiatore di calore a piastre, a monte dello scambiatore si mette la caldaia con un impianto a vaso aperto a circolazione forzata , a valle un impianto classico a vaso chiuso. Basta spegnere la pompa di circolazione sull'impianto a vaso aperto annulli lo scambio i calore nello scambiatore.
Si complica leggermente l'impianto (per farlo funzionare servono una pompa in più e un paio di termostati e rele per pilotarla), ma in tutta la porzione a vaso chiuso ci si tolgono i problema ddovuti costante ingresso di ossigeno nell'impianto l'ossigeno tipici degli impianti a vaso chiuso.
Quindi per ogni metro in più di dislivello aggiungi 1/10.33= 0.097 bar.
Ovviamente agli ingegneri troppe cifre danno sempre fastidio e spesso nei per fare i conti specialmente quando si predimensiona o si ragiona in modo qualitativo arrotondiamo brutalmente 0.1 bar/metro, si sbaglia a favore di sicurezza del 3.3%, poi se si vuole in sede di verifica si può spaccare il capello in quatto e volendo considera pure se si è a Rimini piuttosto che a Bormio 2000 dove la pressione atmosferica è a 0.8 bar e non ti cuoce la pasta perché l'acqua bolle a 93° .
Una caldaia messa negli scantinati di uno dei classici palazzoni cittadini che tapezzano le periferie cittadini alti 7-8 piani si trova a lavorare con una pressione statica di circa 3.2-3.5 bar, e se i sistemi di termoregolazione della caldaia non funzionano o l'acqua non circola nell'impianto è un casino gigantesco , con un impianto a vaso aperto in caldaia l'acqua bolle attorno ai 135, e man mano si sale con i piani la pressione scende e parte dell'acqua vaporizza fino a rientrare in condizioni di equilibrio pressine temperatura, ti ritrovi con dei martellamenti dovuti alla formazione di sacche di vapore e quando arriva in cima alla colonna il vapore ti ti svuota letteralmente il vaso d'espansione aperto.
Se il vaso è chiuso man mano che l'acqua risale la pressione statica diminuisce e tende ad evaporare, ma in questo caso abbiamo dei vasi d'espansione con capacità limitata che permettono l'aumento di volume solo a prezzo di un aumento di pressione (si deve comprimere l'aria contenuta nel vaso d'espansione), quindi si ha prima un progressivo innalzamento della pressione, poi quando si satura il volume dei vasi si ha un progressivo aumento della temperatura e della pressione incontrollato. é per questo motivo che sugli impianti a vaso chiuso si mettono sistemi che spengono i bruciatori se si superano i 90° e valvole di sicurezza che si aprono a temperatura prefissata.
Se non ci fossero gli impianti potrebbero letteralmente esplodere.
Questo é anche il motivo per cui negli impianti a combustibile solido si deve utilizzare il vaso aperto. Con gas, gasolio, nafta se chiudi l'alimentazione la caldaia si spegne, con un focolare a legna e carbone la caldaia si spegne quando hai esaurito il combustibile presente nel focolare.
Con il pellet invece siamo border line, il combustibile è solido, ma nel focolare se ne introduce poco per volta con sistemi meccanici .
Personalmente quando ho a che fare con caldaie a combustibile solido preferisco suddividere l'impianto in due con una scambiatore di calore a piastre, a monte dello scambiatore si mette la caldaia con un impianto a vaso aperto a circolazione forzata , a valle un impianto classico a vaso chiuso. Basta spegnere la pompa di circolazione sull'impianto a vaso aperto annulli lo scambio i calore nello scambiatore.
Si complica leggermente l'impianto (per farlo funzionare servono una pompa in più e un paio di termostati e rele per pilotarla), ma in tutta la porzione a vaso chiuso ci si tolgono i problema ddovuti costante ingresso di ossigeno nell'impianto l'ossigeno tipici degli impianti a vaso chiuso.
- gigathegiant
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Re: Caldaia termostufa bucata
"certo in un una pentola abbiamo la pressione atmosferica, ovvero 1 bar"
quindi se metto la pistola per gonfiare le gomme in una pentola la lancetta del manometro si muoverà magicamente su 1 ???
quindi se metto la pistola per gonfiare le gomme in una pentola la lancetta del manometro si muoverà magicamente su 1 ???
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Re: Caldaia termostufa bucata
Mario
I grandi Uomini si riconoscono dalla grandezza dei loro obbiettivi ....
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Re: Caldaia termostufa bucata
Credo si stia facendo un po di confusione tra pressione assoluta e pressione effettiva.
Nella pratica ci si riferisce esclusivamente alla pressione effettiva, quindi senza considerare quella che al livello del mare equilibra una colonna di acqua alta 10,33 metri.
Un po come nelle scale termometriche dove non si parte dallo zero assoluto di 0 °K ma da uno zero arbitrario.
"...con un impianto a vaso aperto in caldaia l'acqua bolle attorno ai 135.."
Ne sei sicuro ? Di che altezza si parla ?
Nella pratica ci si riferisce esclusivamente alla pressione effettiva, quindi senza considerare quella che al livello del mare equilibra una colonna di acqua alta 10,33 metri.
Un po come nelle scale termometriche dove non si parte dallo zero assoluto di 0 °K ma da uno zero arbitrario.
"...con un impianto a vaso aperto in caldaia l'acqua bolle attorno ai 135.."
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Re: Caldaia termostufa bucata
Giga, se il manometro te l'ha fornito Memmeddu, esso si muovera' come dici...il memmeddumanometro

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homo sine pecunia imago mortis
Teorema di Petrolini:
'prendere il denaro dove si trova;presso i poveri.
Hanno poco ma sono in tanti"
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- gigathegiant
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Re: Caldaia termostufa bucata
Stasera provo a mettere in pentola il mio estratto conto.
Magari lievita pure quello!!