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4 giorni di fuoco

Inviato: ven apr 24, 2009 23:11
da Jarni
Ecco di cosa mi sono occupato ultimamente.
Insieme ad un altro ragazzo e una ragazza, abbiamo cercato di misurare la vita media del muone. :shock:
Il muone è il leptone carico di seconda generazione, in pratica un elettrone più pesante e abbastanza instabile.
Nella prima foto vedete "il macchinario".
In alto ci sono 550Kg di ferro che filtrano i raggi cosmici lasciando passare(si spera) solo i muoni.
Appena sotto ci sono 3 coppie di scintillatori collegati a 36 fotomoltiplicatori, poi c'è una lastra di ferro spessa 5mm e poi un'altra coppia di scintillatori attaccati a 12 fotomoltiplicatori.
Gli scintillatori coi loro fotomoltiplicatori sono apparecchi che possono rilevare il passaggio anche di una singola particella carica, restituendo un impulso di pochi mV proporzionale all'energia cinetica della particella.
Praticamente la particella carica attraversa lo scintillatore, eccita una molecola e questa emette un fotone che viene "visto" dai fotomoltiplicatori posti alle estremità.
Sono talmente sensibili che vanno opportunamente protetti dalla luce ambientale con vari strati di nastro adesivo nero, perché basta che un solo fotone arrivi ad un fotomoltiplicatore che viene subito rilevato.
Questi scintillatori sono stati nello spazio: stavano nella stiva dello Shuttle in una delle sue recenti missioni, la stiva è stata aperta e loro hanno misurato un po' di cose...
Nella seconda foto vedete buona parte della logica di alimentazione, rilevazione e processamento dei segnali che arrivano. Ci sarebbe un altro rack su cui facciamo le misurazioni dei tempi ma non ho fatto la foto.
In alto ci sono gli alimentatori programmabili a 4 canali(impostabili da -8KV a 4KV), che forniscono le varie tensioni ai fotomoltiplicatori, da 650 a 800V circa. Sulla destra c'è anche un contatore di eventi con cui abbiamo misurato che circa 5 muoni ogni secondo si fermano nella lastra di ferro.
Al piano di sotto c'è un crate con vari moduli: 3 FAN IN/OUT a 4 canali, 2 discriminatori a 8 canali, 4 moduli logici in standard NIM per un totale di dodici sezioni(di cui 3 malfunzionanti :evil: abbiamo dovuto aggiungere un altro modulo un po' diverso, quello blu in alto a sinistra), un altro FAN IN/OUT che non abbiamo usato e infine un modulo con due sezioni DUAL TIMER.
Nell'altro rack c'è un discriminatore, due moduli DUAL TIMER, un contatore, un FAN IN/OUT e un bus CAMAC collegato a due TDC(misura il tempo tra due eventi) che porta i dati ad un computer.
C'è poi un oscilloscopio a 4 canali con base dei tempi fino a 1nS, una dozzina di "tappi" per adattare le impedenze e un sacco di cavi, cavetti e cavettini coassiali per compensare eventuali ritardi tra i segnali(basta che un cavo sia più lungo o più corto di 20cm per mandare tutto a puttane) nonché per portarli da un rack all'altro(sono lontani 3-4m).

A cominciare da mercoledì scorso abbiamo fatto una marea di cose: valutazione delle tensioni di lavoro dei fotomoltiplicatori, delle loro soglie di discriminazione, impostazione del trigger degli eventi, regolazione delle larghezze temporali e dei ritardi dei segnali NIM, estensione del range di tempo misurabile tramite l'accoppiamento di due TDC da 5uS l'uno, tracciatura della curva dei conteggi per segnali via via meno coincidenti, ecc...

Ora si spera che stanotte e i due giorni successivi il pc registri fra i 18000 eventi all'ora un buon numero di eventi candidati per essere un decadimento muonico: un muone decade in un elettrone, un neutrino muonico e un antineutrino elettronico.
Noi, rilevando l'elettrone prodotto, misureremo il tempo che ci mette a fare ogni volta questa cosa e analizzaremo la distribuzione di questi valori, troveremo la legge che meglio adatta questa distribuzione e da essa ricaveremo un parametro preciso: la vita media del muone.

...se viene un valore assurdo mi sparo. :cry:

Inviato: ven apr 24, 2009 23:22
da ALMOR
...JARNI !!!

...guarda che dpo che mi sono letto tutta la spiegazione ti sparo io se non funziona! :mrgreen:

robba fina comunque!

bravo bravo!

ma sta laurea quando la festeggiamo? :grin:

Inviato: ven apr 24, 2009 23:26
da Jarni
BOH... :roll:

Inviato: ven apr 24, 2009 23:45
da BEPPI46
Se non sbaglio avevano provato ad utilizzarlo come catalizzatore nella fusione fredda.
non fa per me... troppo complicato

Inviato: ven apr 24, 2009 23:51
da Ospite
azz... roba da poco e.e.e.

Inviato: ven apr 24, 2009 23:55
da Jarni
Sì perché se in un atomo di deuterio sostituisci l'elettrone col muone(che ha la sua stessa carica) il raggio atomico si riduce, perché il muone è più massivo, però il muone "campa" poco(anche se è fra le particelle più longeve) e produrne in grosse quantità non è facile.

Inviato: sab apr 25, 2009 00:02
da Ospite
jarni visto che studi queste cose ti faccio una domanda: esiste o non esiste un isotopo radioattivo nell'alluminio?

Inviato: sab apr 25, 2009 00:25
da Jarni
Dunque, l'alluminio naturale esiste in due isotopi, Al-27 stabile e Al-26 instabile con un emivita di 720mila anni.
Al-26 decade catturando un elettrone e si trasforma in Mg-26. L'energia di decadimento è di 4,004MeV, maggiore di 1,022MeV, quindi dovrebbe decadere anche tramite emissione positronica, ma non sono sicuro...
Ci sono poi altri 7 isotopi artificiali, con masse atomiche che vanno da 23 a 30, tutti instabili e quindi più o meno radioattivi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Alluminio

Se hai paura delle radiazioni stai tranquillo, perché Al-26 viene prodotto nell'alta atmosfera dai raggi cosmici, perciò tutto l'alluminio che usiamo è Al-27.

Inviato: sab apr 25, 2009 00:38
da Ospite
grazie per la delucidazione, io lavoro con l'alluminio e non solo ci serve per costruire macchine per i raggi X e in una discussione si era giunti alla possibilita che l'alluminio a lungo andare si caricasse di radioattivita, per procedere allo smaltimento in maniera sicura una volta messe in disuso le macchine.

Inviato: sab apr 25, 2009 00:55
da Jarni
Eh, ma allora le cose cambiano, un isotopo stabile può diventare radioattivo se viene irraggiato.
Quindi se anche costruisci un apparecchio con alluminio "inerte", magari dopo l'esposizione ai raggi X per vari anni, a lungo andare può comparire della radioattività indotta.
Bisogna cercare informazioni su quali isotopi vengono fuori e che tipo di radioattività hanno.

Inviato: sab apr 25, 2009 09:22
da Ospite
qui la faccenda diventa top secret gia mi sono eposto dicendo di cosa mi occupo le azziende per cui lavoro non vogliono essere menzionate per varie ragioni, ti informero in m.p per saperne maggiormente su questa cosa che mi interessa molto...

Inviato: sab apr 25, 2009 11:57
da nuvolini
Ciao jarni mi piacerebbe sapere cosa fumi, :cannabis: perchè anche se io non sono un fumatore se fumare mi mettedi fronte a certe informazioni allora ci posso fare un pensierino. :grin:

A proposito in bocca al lupo per la misurazione.
Bell'esperimento e stai lontano dalle armi. :B14:

Pittosto noi non c'e la facciamo ad incontrarci he he ?

Ciao.
Nuvolini.

Inviato: sab apr 25, 2009 13:33
da AMPianoService
Ciao Jarni!!! Fa piacere che ti occupi di energia alternativa!!! Cosa ne pensi di questo thread?

http://www.energeticambiente.it/l-e-n-r ... leari.html

Ciao Alessandro!!

Inviato: sab apr 25, 2009 21:07
da Zeffiro62
Meccanica e dintorni non fisica dei quanti :mrgreen:

Scherzo :rotfl: :rotfl: :rotfl:

Inviato: sab apr 25, 2009 21:49
da Jarni
nuvolini ha scritto: Pittosto noi non c'e la facciamo ad incontrarci he he ?
:mrgreen:
Salvo cataclismi la settimana prossima, escluso lunedì, dovrei essere disponibile.

Tenete conto che questo esperimento nemmeno dovevo farlo adesso, il mio turno era la seconda settimana di maggio, invece lunedì mi chiamano e mi dicono che ci sono stati malintesi e che l'esperimento dovevo cominciarlo subito, infatti siamo partiti già con un giorno di lavoro in meno. :evil:
AMPianoService ha scritto:Ciao Jarni!!! Fa piacere che ti occupi di energia alternativa!!! Cosa ne pensi di questo thread?
http://www.energeticambiente.it/l-e-n-r ... leari.html
Ne ho già sentito parlare, in pratica prendono spunto dal fenomeno della sonoluminescenza.
Sparando ultrasuoni si creano delle regioni a pressione altissima nelle quali è plausibile la generazione di reazioni di fusione nucleare.
Tuttavia rimane tutto in ambito microscopico, cioè: non è difficile far fondere poche migliaia di nuclei, ma bisogna poi raccogliere l'energia termica prodotta e sperare che sia superiore a quella investita per generare le reazioni.