Dirittura d'arrivo

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Mauro Malvezzi
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da Mauro Malvezzi »

Buonasera!

Visto che la cosa è partita pure dal mio OT a gamba tesa nell'altro topico...un po' di intro prima di arrivare sul pezzo.

Io sono "ai blocchi di partenza", come dicevo: da laureato in Lingue e grande appassionato di meccanica, ho deciso di svoltare, ri-mettermi sui banchi di scuola (serale e corso diurno) per poi lavorare in un'officina...quanto più possibile sul campo, con le mani sporche.
Rispetto ad altri, ho magari una certa visione d'insieme, avendo fatto il liceo classico, poi un anno di ingegneria meccanica, poi lingue, poi meccanica pratica (macchine utensili).

La capacità di risolvere problemi, o quantomeno di approcciarvisi, è qualcosa che un buon istituto tecnico sarebbe in grado di fornire. Se uno padroneggiasse (in concreto) i libri di tecnologia meccanica e di meccanica, sarebbe non dico un ingegnere ma QUASI.
La realtà è che, oggi, gli istituti tecnici sono delle scuole molto confuse, dove per stare "al passo coi tempi" si fa una gran corsa e, posso testimoniarlo, la pratica è ormai stata archiviata negli scaffali dei ricordi e dei "bei tempi andati".
Questo viene favorito da un atteggiamento, per nulla campato in aria, che suona così: "se finisci a lavorare alle macchine, sei uno sfigato. Tu, da tecnico, devi fare altro". Suona un po' già come la manfrina usata per dire che tutti devono andare all'Università, vero?
Beh, è un rischio concreto, quello di finire "alle macchine" senza speranza di costruire una competenza vera. Quante macchine riesce a far andare un singolo programmatore armato di DNC e di CAM, e che lavoro fanno gli operatori? Se sei lì solo a cambiar pezzo non è mica un bell'andare.
L'uso che si fa di questo rischio, però, è ignobile: sminuisce del tutto l'arte necessaria a creare, dal disegno, il pezzo. Sembra tutto facile al CAM o al CAD, tranne poi accorgersi che la roba "vera" si muove, rompe l'utensile, è difficile come l'accidenti da staffare, la macchina fa come dice lei, et cetera.

Nel mondo ideale, l'ingegnere, rispetto al perito, ha degli strumenti matematici migliori e più approfonditi. Il perito usa le formule, l'ingegnere va "oltre" e capisce un po' di più della genesi di quelle formule. Non tanto: mica gli ingegneri sono tutti dei Gauss o dei Von Mises...non oggi. Resta il fatto che il loro sguardo è più di insieme e rende capaci di considerare molti aspetti. Energia, termodinamica, macchine, dimensionamenti. Quello che io chiamo, appunto, Criterio di Von Mises loro lo fanno con gli spazi tensoriali...non è mica acqua fresca.

La fregatura, però, è che poi la pratica (che si acquisisce al volo, si, forse, o forse no...)non arriva, o arriva tardi: ed eccoci qua a discutere.
Io credo che, in purezza, l'ingegnere dovrebbe essere uno a cui piace proprio il discorso progettuale. Sapere come piazzare il tal numero, nella tal costruzione, per il tal motivo, per risolvere il tal problema.
Al livello operativo, sempre in purezza, ci dovrebbero essere persone a cui piace sapere come l'idea dell'ingegnere diventa realtà. Saldare, fresare, tornire, aggiustare, e parlare con l'ingegnere per eventuali critiche o migliorie.

Nel mondo vero, però, chi fa può essere rimpiazzato dalle macchine, e rimane l'ingegnere, che però non possono mica essere tutti dei novelli Leonardo, e molti finiscono a disegnare e quindi "sprecati".

Questo tanto per cominciare...poi ci sarà anche altro da dire. Io credo fermamente che vada difesa la professionalità di chi scolpisce nel metallo (o ripara, o assembla) ciò che uno ha ideato dal nulla. Così come l'idea è originale, è originale anche il modo in cui si sta dietro a tutti i problemi che sorgono nel momento della realizzazione.

Mauro
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Zeffiro62
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da Zeffiro62 »

mah sinceramente tra stare dietro una scrivania o stare sulla MU preferisco la seconda senza ombra di dubbio, sicuramente troverei lavoro prima e quasi sicuramente pagato molto meglio di chi sta dietro la scrivania. Guardate conosco diversa gente che alla MU riesce tranquillamente a strappare oltre 2000 al mese + straordinari, mi chiedo quanti alla scrivania prendano altrettanto
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da Dasama46 »

Anche questo è un aspetto del problema : le Aziende hanno davvero bisogno di un Ingegnere e pertanto sono disposte a retribuirlo per quello che vale ? :???:
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cima96
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da cima96 »

Innanzitutto ringrazio tutti gli intervenuti perchè la discussione comincia a farsi interessante e questo mi fa molto piacere perchè mi permette di vedere certi aspetti che potrebbero non essere così evidenti, detto ciò proseguiamo con la conversazione.

In quanto a dimostrazioni io ho essenzialmente 2 problemi, a meno di non avere mesi per fare solo quello, non potrei mai comprendere una dimostrazione matematica di media difficoltà, secondo, se anche la capissi poi non la ricorderei perchè rimarrei forse anni senza riesumarla. Per quello che invece esula dal calcolo nudo e crudo, in un certo senso credo di avere qualche speranza in più perchè mi sto accorgendo che molte cose le facemmo anche all'istituto tecnico (vedi per es. geometria delle masse) e lì davvero le avevo comprese nella loro essenza, vien da se che ripercorrere una dimostrazione è molto ma molto più semplice.
Lavoro che vorrei fare da grande: mi piacerebbe molto occuparmi di meccanica per movimento terra/trivellazioni perchè è uno di quei pochi campi dove forse ancora per un po' mi lasceranno usare la cara vecchia ghisa e l'acciaio temprato e rettificato, il tutto condito con un po' di bronzo e alluminio qua e là, per esempio "vicino" a casa leggo le insegne di "Soilmec" e "Trevi". Ciò che mi piace in questo settore è la sfida che tutti i giorni devi affrontare nel progettare cose che devono funzionare bene, in condizioni pietose di pulizia e a volte anche peggiori in fatto di lubrificazione, senza dimenticare il fatto che chi le usa molte volte ha la grazia di un taglialegna (sempre se non lo è anche di fatto :risatina: ).
La sveglia che ha dato il via alla curiosità di capire le cose credo che sia già suonata un po' di tempo fa, e mi sono pure io reso conto che la matematica quella buona serve (anche sopra lo scrivevo), ma ribadisco, serve per fare i conti, non le seghe mentali con il famoso wronskiano (art vedi che ti penso :mrgreen: ).
Per quanto riguarda domandare al professore, che dire, ero all'ITIS e quello che mi interessava di sapere non me lo sapevano spiegare, sono all'università e non posso perdere tempo a seguire la curiosità perchè ho tanti esami da fare e un sacco di cose da imparare a memoria (e qui c'è da stendere un velo pietoso: imparare a memoria non serve a nulla ma se non impari a memoria non vai avanti).
Altra cosa che mi viene da chiedere è cosa si faccia in più in un liceo scientifico, oltre a studiare come degli assassini, rispetto a un ITIS. Mi piacerebbe saperlo perchè molti liceali miei compagni di corso nemmeno sapevano cos'era una serie, mai visto le equazioni differenziali quando all'itis si risolvono fino al 2° ordine di tutte le razze, forme e colori, eppure io ho impiegato molto più tempo per inquadrare le mie capacità, già assodate con montagne di esercizi, nel nuovo sistema. Ecco diciamo che sarebbe un input utile per migliorare l'efficienza di quello che ora è un po' il mio mestiere.
L'andare veloci con le spiegazioni sarebbe nulla, il problema è che manca il tempo per consolidare le nozioni, io per ogni ora di lezione dovrei farne perlomeno 1-2, se non di più, di studio (che siano esercizi o ripetere la pappardella) e questo se teniamo conto dei bioritmi è un po' difficoltoso.
Inoltre quoto Ugo, mettere giù il dimensionamento di un riduttore bistadio a ruote elicoidali con anche il dimensionamento dell'albero di rinvio + schizzi quotati dei alcune parti salienti in 2 ore non è per nulla scontato. Sì è vero le formule non vengono dimostrate, ma mettere in fila il ragionamento di dove applicare i carichi, tenere conto di fattori di servizio, di dover usare minuterie commerciali per l'assemblaggio, abbozzare l'alleggerimento degli organi e gli angoli di sformo per lo stampaggio/fonderia e un po' di tolleranze, insomma se lo fai di corsa e ti va tutto liscio tantovale giocare anche la schedina.

Altra domanda per il popolo: perchè da 2 laureandi su 2 (triennale) a cui ho chiesto come si fa a costruire una coppia conica, non ho ricevuto risposta? Anche fosse un oggetto strano, quasi tutte le auto montano almeno 4 ruote coniche.....


P.S. dasama, molte volte credo di no, solo che a pari prezzo tra un perito e un ingegnere tutti prendono un ingegnere e non credo ci sia nulla di più sbagliato. La mia idea è che un licenziato da una scuola tecnica si proporrà in una determinata maniera e molto probabilmente ingranerà facilmente con la struttura aziendale, un ingegnere invece può capitare che sia meno gestibile perchè con la famosa "apertura mentale" si farà più problemi che nè altro.
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da __joe »

D'accordissimo su tutto, manca decisamente un rapporto pacifico tra uffici tecnici e operatori macchine.
Io lavoro su centri di lavoro in una piccola azienda conto terzista.. ne vedo tutti i giorni di str*nzate di disegnatori, ingegneri... si parte dal principio: le quote! Intanto sono rari i disegni con tutte le quote...bisogna controllare tutto da cima a fondo, farsi la lista delle quote mancanti e poi telefonare alla ditta... ma quello che rompe è che le quote non vengono minimamente fatte secondo una logica per agevolare l'operatore macchine... e qui basterebbe davvero poco! Per non parlare delle lavorazioni impossibili che vengono richieste. .. delle volte tribolo ore perché vogliono lo smusso a 30 gradi magari poi un tratto dritto, poi altri smussi...e alla fine si scopre che è solamente uno scarico!

Poi non so quanti di voi lavorino in industrie artigiane. Ce ne sarebbe da dire...come anche su stage e apprendistato...
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da Mauro Malvezzi »

Io sto cercando appunto di iniziare una carriera da truciolatore... Vai, Joe, so bene che da dire ce n'è un bel po'...

Mauro
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da Bricòla »

Vedi, cima96, la formazione non è nozionismo: ti sembra di non ricordare quello che hai studiato per l'esame precedente, ma in realtà qualcosa è rimasto. Sono tanti piccoli mattoni che alla fine formeranno un palazzo o una cattedrale ( o magari anche solo una casupola, ma quello dipende dall'individuo), dove i singoli mattoni non sono neppure più visibili. Non so se riesco a spiegarmi.
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da Dasama46 »

Ben detto Bricòla ! :grin:

Lo studio, anche quello apparentemente "inutile" crea un tappeto di conoscenze e di strutture mentali che rendono molto agevole apprendere quello che ti serve .

Per fare un paragone sportivo, tutti gli atleti si allenano con la corsa ; molti di questi non correranno mai per agonismo (per esempio i lanciatori di peso, disco, martello . . . .); ma in ogni caso correre ha reso più ampia la loro capacità respiratoria, più "sciolti" i muscoli, più coordinati i movimenti , . . . .

Lo stesso effetto, a scuola, lo produce lo studio del Latino, del Greco, della Filosofia , . . . . . . :grin: :grin:
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da Mauro Malvezzi »

Concordo.

Ironico che, oggi, quelli che vengono dagli studi classici non popolino praticamente più le facoltà di ingegneria, vero? :lll:

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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da Bricòla »

Forse hanno trovato qualche percorso alternativo e più redditizio che non:
- Farsi un paio di contratti a termine tramite agenzie di lavoro interinale
- poi farsi 18 mesi di "apprendistato"
- poi fare il disegnatore a tempo indeterminato al 5° livello in attesa che le proprie capacità vengano valorizzate, sempre sperando in qualche circostanza favorevole.
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da cima96 »

Io qualche compagno di corso che viene da un liceo classico ce l'ho e fanno abbastanza fatica perchè di fatto non sono abituate a riempire pagine di conti e men che meno a chiedersi se il risultato trovato ha senso (tipo il pallone che dovrebbe cadere sul soffitto o le reazioni vincolari che nel complesso sono superiori alla somma dei carichi), anzi quest'ultimo passaggio forse è quello che manca di più in generale perchè certe cose sono così poco assodate che uno le fa e poi....."sperem che vada bene". In compenso i ragazzi con formazione classica hanno acquisito capacità di masticare mattoni obbrobriosi davvero invidiabili e se le cose non le sanno sono in grado di "tirare" con i libri per 12 ore al giorno e le imparano in fretta.
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da Bricòla »

Verissimo, hanno una formazione allo studio incredibile, e forse anche una certa passiva disposizione a recepire ed accettare le cose così come vengono insegnate. Il ché aiuta molto nel nostro sistema scolastico. Più difficile quando vuoi veramente "capire" a fondo il perché e la sostanza delle cose. Personalmente sono molte le cose che, una volta capite, mi facevano dire: "tutto qui, ma non c'era un modo più semplice per spiegarlo"?
Pino
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da Mauro Malvezzi »

Confermo la formazione allo studio, ma avviso anche che può servire a poco in determinate materie (matematica) se non si hanno almeno delle basi di partenza solide...e capita abbastanza spesso (cosa che ritengo un crimine) nei licei classici. Purtroppo, non sono pochi i "professori" che ritengono il classico un posto dove chi si iscrive vuole evidentemente evitare la matematica.

Per il resto...anche dover fare Analisi 1 in tre mesi anzichè un anno come 30 anni fa ha prodotto i suoi bei risultati, credo.

Mauro
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da Dasama46 »

Per me ha poco senso differenziare i Licei come accade da qualche anno : già mi piace poco la dicotomia Classico e Scientifico . . . :(
Il Liceo è propedeutico all'Università : l'importante è allenarsi a studiare e ragionare; e per questo TUTTE le materie sono ugualmente importanti . . . .

Altro discorso per le Scuole Tecnico-Professionali : lì studi quello che ti serve . . . .

Poi ci sarebbe da dire sulla qualità dell'insegnamento e degli insegnanti . . . . :(
Mario

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cima96
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Re: Dirittura d'arrivo

Messaggio da cima96 »

Purtroppo la matematica e la fisica nei licei classici si riducono calcoli vegognosamente semplici, vastità di argomenti trattati insignificante (manco si accenna all'integrazione), e studio di formule a memoria senza poi applicarle. Sono convinto, come dasama, che se ti scegli un liceo devi anche sorbirti il fatto che devi studiare tanto di tutto per niente di concreto. Ciò perchè quando ti diplomi è assodato che per quel che ti hanno insegnato non sai fare una O con un bicchiere, almeno che tu sappia studiare qualsiasi cosa.

P.S. ciò nonostante non avrei frequentato un liceo nemmeno sotto tortura :mrgreen:
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